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Dostoevskij "Monologo del Principe Myskin  tratto dall'Idiota " recitata da Diego De Nadai
 
03:33
Il Principe Myskin, un'anima pura e innocente, soffocato dalla meschinità e freddezza cinica che dominano nel suo ambiente, si eleva a figura vibrante e straordinaria, in una lezione morale che Dostoevskij trasmette al mondo.
Views: 6118 Diego De Nadai
Quale bellezza salverà il mondo? - Una lettura teologica dell'idiota di Dostoevskij
 
45:15
Quale bellezza salverà il mondo? - Una lettura teologica dell'idiota di Dostoevskij. La replica agli insegnanti di religione del vicariato di Roma dell'incontro che ho tenuto in precedenza presso il Vicariato di Roma il 29 gennaio 2015 nel corso delle Letture teologiche di "I grandi classici della letteratura cristiana" organizzati dalla Cappella Universitaria dell'Urbe. (Lì risultavo erroneamente come Robert Chaurib... sic!)
Views: 5687 Robert Cheaib
12 -- Fëdor Dostoevskij e la ricerca della verità -- Cesare G. de Michelis
 
10:36
Video completo disponibile su https://www.eduflix.it Fëdor Michajlovič Dostoevskij nasce a Mosca l'11 novembre 1821, secondo di sette figli. Di carattere duro e autoritario, il padre (medico militare di origini lituane) lo indirizza alla scuola superiore del genio militare di Pietroburgo: ma gli interessi di Fëdor sono già orientati verso la letteratura, e frequenterà la scuola controvoglia. Ancora adolescente, Fëdor rimane nell'arco di un paio d'anni orfano di entrambi i genitori: la madre, muore di tisi, mentre il padre, divenuto nel frattempo pro- prietario terriero, viene probabilmente ucciso dai propri servi della gleba. È stata avanzata l'ipotesi che proprio questi traumi siano alla base degli episodi di epilessia che segneranno lo scrittore per tutta la sua vita.
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L'Idiota di Dostoevskij - Myskin, il cattolicesimo e l'ateismo
 
02:34
«Per prima cosa è una fede non cristiana!» rispose il Principe in preda a forte agitazione e con un'asprezza fuori luogo «questo per prima cosa, per seconda cosa, il cattolicesimo romano è peggio dell'ateismo stesso! Questa è la mia opinione...sì, la mia opinione! L'ateismo predica il nulla, mentre il cattolicesimo va oltre: predica un Cristo travisato, un Cristo calunniato e oltraggiato, un Cristo contrario alla verità! Predica l'anticristo, ve lo giuro, ve lo garantisco! E' una mia convinzione personale da molto tempo, mi ha tormentato molto. Il cattolicesimo di Roma crede che senza il potere statale universale la Chiesa non possa stare al mondo, e grida: Non possumus! Secondo me il cattolicesimo non si può neanche considerare una fede, ma la perpetuazione dell'Impero Romano d'Occidente, e in esso tutto è subordinato a questa idea, a partire dalla fede. Il papa ha conquistato la terra, un trono terrestre e ha imbracciato la spada, e da allora tutto procede così, solo che alla spada hanno aggiunto la menzogna, la scaltrezza, l'inganno, il fanatismo, la superstizione, la malvagità, hanno giocato con i più sacri, giusti, semplici e ardenti sentimenti del popolo, hanno barattato tutto per denaro, per il meschino potere terreno. E questa non è la dottrina dell'anticristo?! Come avrebbe potuto da essa non derivare l'ateismo? L'ateismo deriva dai cattolici, dallo stesso cattolicesimo romano! L'ateismo ha preso le mosse da loro prima di tutto: potevano credere loro stessi in quello che facevano? Esso si consolidò in seguito al rigetto che provocarono, esso è il frutto della loro menzogna e della loro fiacchezza spirituale! L'ateismo! Da noi è diffuso solo negli strati privilegiati, come ha detto magistralmente Evgenij Pavlovic qualche giorno fa, negli strati cioè che hanno perduto le loro radici. Mentre in Europa miriadi di appartenenti al popolo incominciano a non credere. Prima il fenomeno era dovuto all'ignoranza e alla menzogna, mentre ora è determinato dal fanatismo, dall'odio verso la chiesa e la cristianità!»
Views: 6120 Leto Atreides II
Fedor Michajlovic Dostoevskij - Parte I
 
05:26
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"Le notti bianche" di Dostoevskij - Voce di Paolo Rossini con Gianna Gesualdo e Alessandro Muraca
 
04:58
"Le notti bianche" di Fëdor Dostoevskij (Estratti da "Quarta notte" e "Il mattino") Voce di Paolo Rossini con Gianna Gesualdo e Alessandro Muraca, musica di Lena Selyanina. ISCRIVETEVI AL MIO PODCAST: "Parole di Paolo Rossini" SU iTUNES, SPOTIFY e GOOGLE PODCAST! Spotify: https://open.spotify.com/show/27LHCf5VBzBBHHhh9wXPNs?si=dZtyfrpZRme7AKkTUQiaNA iTunes: https://itunes.apple.com/it/podcast/parole-di-paolo-rossini/id903572171?mt=2 Google Podcast: https://www.google.com/podcasts?feed=aHR0cDovL3d3dy5wYW9sb3Jvc3NpbmkuaXQvYmxvZy8_ZmVlZD1yc3My
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Fedor Michajlovic Dostoevskij - Parte II
 
06:38
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Un Bellissimo Vecchio. poesia di Carolina Turroni. voce. Nino Castorina.
 
04:32
Un bellissimo Vecchio. poesia di: Carolina Turroni. Voce: Nino Castorina. Video poesia Paolo Carriere (Paolo Nel Vento) Musica, di Philip Bennetts (Peaceful Awakening)
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Fëdor Dostoevskij - Le Notti bianche - Il mattino
 
06:04
Grazie a chiunque vorrà supportarmi con una donazione: https://streamlabs.com/silviolorentini Iscriviti al canale: https://goo.gl/q9uEum GRAZIE PER IL SUPPORTO! ----------------------------------------­­--- Per richiedere una AudioLettura clicca qui: http://goo.gl/I3WC5r ----------------------------------------­­--- Lettura di un estratto del libro "Le notti bianche" di Fëdor Dostoevskij. Letto da Silvio Lorentini. Video effects : Amitai Angor AA VFX
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Il fazzoletto di Dostoevskij
 
07:48
Paolo Perinelli, Barnum Teatro, Roma, Garbatella, 17 Marzo 2013
Views: 102 Mirko Venturini
"Dostoevskij: abitare il mistero", convegno di Poetica & Cristianesimo
 
02:22
"Dostoevskij: abitare il mistero" è il tema del VII Convegno Internazionale di «Poetica & Cristianesimo», promosso dalla Facoltà di Comunicazione Istituzionale il 27 e 28 aprile 2017. Lo scopo del Convegno è approfondire il rapporto tra il Cristianesimo del grande scrittore russo e il senso di vuoto dell’uomo contemporaneo. Si vuole analizzare la sua opera in una prospettiva interdisciplinare (dalla teologia all’antropologia, alla cinematografia) e così mettere in risalto, nella poliedricità dei suoi scritti e del suo pensiero, il modo in cui Dostoevskij permette di entrare nel mistero di Dio e dell’uomo e che cosa ci dice oggi. Ulteriori informazioni: http://www.pusc.it/csi/pec2017
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Luisa Sanfelice (1966) 1x7
 
01:00:40
Luisa Sanfelice è il titolo di uno sceneggiato in sette puntate trasmesso sul Programma Nazionale dal 15 maggio al 26 giugno 1966. Il soggetto a cura di Ugo Pirro e Vincenzo Talarico, autori anche della sceneggiatura assieme al regista televisivo Leonardo Cortese, fu tratto dal romanzo La Sanfelice, scritto da Alexandre Dumas padre, in cui viene descritta la figura storica di Luisa Sanfelice. Riguardo a questo lavoro, l'Enciclopedia della televisione sottolinea l'ingente sforzo produttivo che fu alla base della sua realizzazione, con l'impiego di centocinquanta attori, oltre a centinaia di comparse, tutti impegnati in quattro mesi di lavorazione. Il risultato è aderente alla vicenda storica ambientata durante la rivoluzione napoletana del 1799 che vede la giovane nobildonna Luisa Sanfelice, una delle prime eroine pre-risorgimentali, perdutamente innamorata di un giacobino. Gli interpreti principali dello sceneggiato erano Lydia Alfonsi e Giulio Bosetti, impegnati nei ruoli di Luisa Sanfelice e Ferdinando Ferri, i medesimi ruoli ricoperti nel film omonimo del 1942, diretto da Leo Menardi, da Laura Solari e Massimo Serato (gli stessi ruoli saranno ricoperti nel 2004 nella miniserie televisiva-remake Luisa Sanfelice da Laetitia Casta e Adriano Giannini). Cast artistico principale: Lydia Alfonsi: Luisa sanfelice Giulio Bosetti: Ferdinando Ferri Mila Vannucci: Eleonora de Fonseca Pimentel Stefano satta Flores: Gennaro Baccher Silvano Tranquilli: Gerardo Baccher Gerardo Herter: Orazio Nelson Elisa Cegani: Regina Maria Carolina Guido Alberti: Re Ferdinando di Borbone Carlo D'Angelo: Mario Pagano Vittorio Sanipoli: Francesco Caracciolo Trama. Luisa Sanfelice, nobildonna napoletana dei Duchi di Agropoli e Lauriano e dama di corte della regina Maria Carolina Borbone, interpretata con sentimento da Lydia Alfonsi, è l'infelice eroina della rivoluzione partenopea del 1799, arrivata circa 10 anni dopo quella francese, ma ben presto soffocata. Rimasta vedova del marito dissipatore, Luisa si innamora perdutamente dell'avvocato giacobino, il repubblicano Ferdinando Ferri, guida della rivolta antiborbonica sostenuta dalla borghesia napoletana colta. Arrivano le armate di Napoleone e il re deve scappare. Ma poi le truppe inglesi hanno il sopravvento e i simpatizzanti repubblicani sono obbligati a fuggire. Luisa, accusata a torto di aver provocato la morte di un banchiere fedele al re, viene processata e l'11 settembre 1800 giustiziata tra la commiserazione generale, nonostante un disperato tentativo dell'amante di farla evadere. Il re Ferdinando non le perdonò di aver collaborato coi repubblicani, e l'accanimento reale nel volere a tutti i costi quella esecuzione apparve una vendetta a freddo.
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Benedetto XVI: contro l'ateismo, la bellezza della creazione
 
01:54
Le tre vie per rispondere all'ateismo, allo scetticismo e all'indifferenza verso Dio, sono la contemplazione della bellezza della creazione, la scoperta dell'"aspirazione all'infinito" che ogni uomo porta dentro, e la testimonianza di una fede che nasce dall'incontro con Cristo. Le ha indicate Benedetto XVI, questa mattina, nella catechesi dell'udienza generale, tenuta in Aula Paolo VI, davanti a più di 9000 fedeli. Davanti all' ateismo "pratico" che non nega le verità di fede , ma le ritiene irrilevanti per l'esistenza quotidiana, ha spiegato il Papa, sempre più spesso, oggi, "il credente deve essere capace di dare ragione della sua fede". E può farlo innanzitutto indicando il mondo e la creazione. ...
Dostoevskij: Una voce inquietante (14) Baciare la terra
 
02:07
Baciare la terra sembra roba del medioevo, atteggiamento dell'uomo pre-tecnico, oscurantista. Ma è la logica della gratuità, la logica di colui che è consapevole che è avvolto da una gratuità immeritata. Ed è forse l'unica logica che eviterà l'ecocidio.
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Tu credi in Dio L'idiota
 
09:43
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MIA FIGLIA -(SCENEGGIATO RAI RARISSIMO) (Carlotta Wittig )
 
03:05:11
Sceneggiato rai tv regia di Gianni Bongioanni con CRISTINA VENTURA-CARLOTTA WITTIG E FRANCESCO SALVI........prima volta nel web.......rarissimo!!!! è il mio regalo di NATALE 2015....breve trama...... Una madre scopre che la figlia è malata di anoressia. Primo tentativo, piuttosto riuscito, di trapiantare in Italia un tipo di sceneggiato tv nato in America (quello imperniato sui drammi familiari della «gente comune»).1982
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L'idiota (1959) 4x6
 
01:09:59
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Papà Goriot - Honoré de Balzac 1 di 2
 
01:26:01
Papà Goriot(1834) Honoré de Balzac (Tours, 20 maggio 1799 -- Parigi, 18 agosto 1850) http://it.wikipedia.org/wiki/Honor%C3%A9_de_Balzac ...Balzac ci introduce nella pensione di Madame Vauquer, dove alloggiano Eugene De Rastignac, giovane studente universitario, Vautrin, un personaggio misterioso ed inquietante, Papà Goriot, pastaio in pensione e fabbricante di vermicelli... http://it.wikipedia.org/wiki/Pap%C3%A0_Goriot Sceneggiatura e regia: Tino Buazzelli Cast: Tino Buazzelli - Paolo Ferrari - Anna Miserocchi - Carlo Simoni - Leda Palma - Graziella Galvani - Felice Andreasi Puntate: 2 Rete: Secondo Data: 06/02/1970 - 13/02/1970 http://it.wikipedia.org/wiki/Tino_Buazzelli
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Al culmine della disperazione "Mi sento un uomo senza senso..." E.Cioran-Interprete: S.Carlacchiani
 
02:25
Sergio Carlacchiani è nato a Macerata nel 1959, vive a Civitanova Marche, è attore, regista, doppiatore, poeta, performer e pittore. Direttore artistico di varie rassegne teatrali :Donna/Modello, Poeti e Poesie da Decl/Amare, Live Poetry, Vita Vita e Poesia in Vita. Si è occupato di poesia lineare, visiva, concreta, sonora, di mail art e performance art. Ha scritto diversi libri di poesia e creato libri/oggetto. Si è esibito come performer in Italia, Francia, Inghilterra Spagna e Austria. Si è formato in seguito, come attore, presso la scuola del Minimo Teatro di Macerata. Ha seguito diversi corsi di perfezionamento e specializzazione, tra i quali ricordiamo quelli con: Eugenio Barba, Franco Ruffini, Riccardo Cucciolla, Cora Herrendorf, Tony Cotz, Giuliano Scabia, Lucia Poli, Rebecca Murgi, Eugenio Sideri, Sergio Scarlatella. Ha conseguito il diploma di impostazione ed uso della voce e tecnica del doppiaggio cinematografico, sotto la guida del maestro Renato Cortesi.E’ stato voce narrante in diversi films, cortometraggi, documentari e più volte ospite di importanti trasmissioni radiofoniche, oltre a quelle televisive,in Rai ed emittenti regionali e locali. Da molti anni si occupa di porgere la poesia in maniera interdisciplinare e spettacolare. Sul suo canale You Tube sono presenti circa 5000 ( citati circa 1000 personaggi illustri: poeti, scrittori, filosofi... dall' origine dell'umanità ad oggi, di tutti i paesi del mondo ) sue interpretazioni di poesie, prose, ed altro, registrate dal vivo o in studio. I suoi recital sono quasi sempre accompagnati da musiche di autoti vari , composte ed eseguite in scena, come canti, e danze, proposte da performer e artisti che ha conosciuto e con i quali stabilmente o occasionalmente collabora. Tra questi ricordiamo: Alda Merini, Margherita Hack, Joyce Lussu, Eugenio Finardi, Sergio Rubini, Enzo Jannacci, Vincenzo Cerami, Raiz, Luigi Cinque, Fabrizio Bosso, Antonello Salis, Lello Voce, Tiziano Scarpa, Cesare Bocci, Luciano Biondini, Fausto Cigliano, Marco Poeta, Lorenzo Di Bella, Daniele Di Bonaventura, Massimo Mazzoni, Mike Melillo, Gastone Pietrucci e la Macina... Moltissimi gli spettacoli rappresentati nelle varie città d’Italia, altrettanti i riconoscimenti che ha conseguito, ultimo in ordine, non d’importanza, il Premio CreativaMente 2009 assegnatagli dal Presidente della Provincia di Macerata: “Un premio ai maceratesi che hanno dedicato la propria vita all’arte e lo spettacolo e che hanno reso e rendono grande la propria terra con la loro creatività...”. Altro riconoscimento di grande importanza, quello di essere stato invitato dal Centro Sudi Leopardiani e dal Comune di Recanati, presso il Colle dell’Infinito, il 29 Giugno 2010, in occasione delle Celebrazioni Leopardiane (prima di lui Gassman, Bene, Albertazzi, Lavia, Giannini, Bucci...) a presentare: “Chopin & Leopardi, il Poeta del pianoforte e il Poeta dei poeti”; spettacolo su Giacomo Leopardi che ha visto Carlacchiani come voce recitante ed ideatore, insieme al maestro Lorenzo Di Bella, pianista di riconosciuta fama. I due protagonisti hanno entusiasmato il folto ed esigente pubblico presente e numerosi sono stati i commenti positivi, tra i quali quello della discendente del poeta, la contessa Olimpia Leopardi. Visto il consenso di pubblico e critica ottenuto dall’ attore, Casa Leopardi gli ha poi chiesto d’interpretare, in sala d’incisione, una selezione di Canti leopardiani. La Giacomo & Giacomo SRL nel 2011 ha editato il cd “O graziosa luna, io mi rammento...” Il motivo di tale “azzardo”, se così si può definire, è ben descritto nella nota introduttiva al cd del Professor Lucio Felici: Sergio Carlacchiani è un artista versatile che da tempo si dedica alla lettura pubblica dei poeti. Nel cimentarsi con i Canti di Leopardi, egli ha lavorato tenacemente sui testi, schivando – come raramente accade – l’enfasi teatrale e calandosi, di volta in volta, nelle “situazioni” delle 18 poesie trascelte. Nel 2014 Carlacchiani è tornato al Colle dell’Infinito per essere protagonista di “A voi gentili anime” recital dedicato al grande poeta recanatese, con le musiche eseguite dal vivo dal Quartetto delle Marche.” Il 29 Luglio , nell’ambito del Futura Festival di Civitanova Marche , presso il Teatro Annibal Caro, ha proposto al pubblico, coadiuvato dal quartetto d’ archi Eudora : E il dì futuro del dì presente… spettacolo anch’esso dedicato a Giacomo Leopardi. Sempre al poeta dell’Infinito, insieme alla studiosa Loretta Marcon e al chitarrista Daniele Cecconi, Carlacchiani ha presentato a Monte San Giusto il 25 Ottobre 2014, lo spettacolo: “ Comento fatto per noi... " @2016 (protetto dai diritti d'autore) pubblicato ai sensi della legge 22 aprile n.41 n.633 e sue modificazioni Per seguire l’opera di Sergio Carlacchiani https://sergio-carlacchiani.blogspot.com https://www.facebook.com/SergioCarlac... https://www.youtube.com/channel/UC83M...
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Giancarlo De Cataldo e «Delitto e castigo»
 
06:07
Lo scrittore magistrato ci spiega perché «Delitto e castigo» di Dostoevskij è una una lettura meravigliosa e attuale.
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I fratelli Karamazov (1969) 1x7
 
01:01:36
Dal 16 novembre al 28 dicembre del 1969 la Rai mandò in onda sul programma nazionale lo sceneggiato ''I fratelli Karamazov'', liberamente ispirato all'omonimo capolavoro di Fedor M. Dostoevskij. A curarne la riduzione televisiva in sette puntate e la relativa sceneggiatura fu chiamato lo scrittore e drammaturgo Diego Fabbri, mentre la regia venne affidata a Sandro Bolchi, e mantenendo fede alle linee-guida del romanzo, fu ricostruita la tragica saga familiare della famiglia Karamazov. Sandro Bolchi, aiutato dalla buona capacità interpretativa degli attori protagonisti, pose l'attenzione non solo sui tormentati rapporti tra un padre dispotico e i suoi figli, ma anche, e soprattutto, sulla forza drammatica delle idee e delle azioni dei personaggi. Come nel romanzo originale, al centro della storia è la vicenda umana di una famiglia dilaniata dall'interesse materiale, appunto quella dei Karamazov; il loro carico di dolore, pessimismo, fatalità, appassionò per sette settimane oltre 15 milioni di telespettatori. I quattro fratelli protagonisti della vicenda sono Dmitrij l'appassionato, Ivan l'intellettuale, il mistico Aljosa e il misantropo Smerdjakov (figlio naturale avuto dal capostipite in seguito ad una relazione con la propria domestica), figli di Fëdor Karamazov. Nella Russia del 1870, Dmitrij Karamazov, ufficiale violento e sensuale, in lite da sempre col padre, viene accusato ingiustamente di aver ucciso suo padre. Deportato, viene a conoscenza che l'autore del crimine è il fratellastro Smerdjakov, il quale in preda al rimorso si toglie la vita. Anche suo fratello Ivàn non è estraneo alla vicenda e solo il giovane Aliosa sembra fuori da "quel groviglio di rettili che vorrebbero divorarsi l'un l'altro", come Dostoevskij definì i protagonisti del suo romanzo. Cast artistico principale : Corrado Pani: Dmitrij Fedorovic Karamazov; Lea Massari: Agrafena Aleksàndrovna (Grusenka); Salvo Randone: Fedor Pàvlovic Karamazov; Umberto Orsini: Ivàn Karamazov; Cesare Polacco: Grigorij Vasil'evic; Laura Carli: Marfa Ignàt'evna; Carlo Simoni: Aleksèj Fedorovic Karamazov; Antonio Salines: Smerdjakòv; Carla Gravina: Katerina Ivànovna; Alessandro D'Alatri: Iljusa; Valerio Varriale: Kolja Krasotkin; Sergio Tofano: padre Zosima Trama: I puntata Per un prestito ricevuto dal padre, Dmitrij va a casa della giovane usuraia Grusenka, che ha in mano alcune cambiali firmate da lui. Colpita dal giovane, che a sua volta è fortemente attratto dalla donna, l'usuraia non si cura di parlare di interessi, ma preferisce chiacchierare amichevolmente. Da questo primo incontro nasce tra i due una relazione, anche se Dmitrij è gia fidanzato con Katerina Ivanovna. La cambiale che il giovane Karamazov ha firmato, è un anticipo della cospicua eredità che la madre gli ha lasciato e della quale suo padre Fedor si è impossessato ricavandone utili molto alti. Dmitrij pretende dal padre che gli sia resa e per questo ha litigato con lui.
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Ateismo sovietico (Europa Europa)
 
03:37
Europa Europa (Germania/Francia 1990) - Film tratto dal libro di memorie di Salomon Perel. Per sfuggire all'invasione tedesca della Polonia il ragazzo ebreo Sally fugge nella parte sovietica, dove gli ebrei sono protetti e rispettati, come ogni altro cittadino. Un soldato sovietico gli salva la vita mentre sta per annegare, quindi viene mandato in un orfanotrofio a Grodno, dove, insieme a bambini ebrei, polacchi e russi, viene accudito e gli viene assicurata l'istruzione scolastica, ovviamente basata sui principi naturali dell'ateismo e su quelli umanistici del marximo-leninismo sovietico. Nonostante l'evidente e goffo tentativo della regista di mettere in cattiva luce le educatrici e gli educatori sovietici, facendoli apparire come subdoli e cinici e accostandoli in modo caricaturale al cosiddetto stalinismo, calderone indistinto e etichetta demonizzante ormai abusata e stantia con cui si vorrebbe delegittimare e squalificare una esperienza politica e sociale eccezionale, involontariamente la regista, nella sostanza, ci offre un quadro verosimile e sublime della caratura morale, educativa e sociale delle scuole sovietiche, in cui per la prima volta nella storia dell'umanità i bambini potevano crescere smascherando le menzogne criminali delle religioni e i meccanismi assassini del capitalismo, diventando così uomini liberi.
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I fratelli Karamazov (1969) 6x7
 
01:37:23
Dal 16 novembre al 28 dicembre del 1969 la Rai mandò in onda sul programma nazionale lo sceneggiato ''I fratelli Karamazov'', liberamente ispirato all'omonimo capolavoro di Fedor M. Dostoevskij. Trama: II puntata Dmitrij si apposta nei pressi della casa del padre Fedor, sospettando che la sua amante, Grusenka, debba recarsi da lui. Il giovane sa che il padre è invaghito della donna.
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Umiliati e offesi (1958) 1x4
 
01:13:07
Umiliati e offesi è il titolo di uno sceneggiato televisivo andato in onda in quattro puntate sul Programma Nazionale dal 27 settembre al 18 ottobre 1958. E' un autentico reperto di archeologia televisiva, salvato dall'oblio grazie alla pubblicazione in DVD. Tratto dal romanzo di Fëdor Dostoevskij, descrive la decadenza della nobiltà russa di fine Ottocento. Caratterizzato da un aspro realismo, rappresenta un'efficace descrizione delle umane miserie. Come dice il titolo, si tratta di persone che a vicenda si umiliano e si offendono. La classe socialmente più elevata è quella che può permettersi di calpestare tutte le altre, cui però appartengono qualità come l'umiltà, la bontà d'animo ed in definitiva una ricchezza interiore che ai ricchi ed agli aristocratici assolutamente non competono. Vittorio Cottafavi fruga con perizia in un mondo carico di intrecci, colpi di scena e sentimenti abissali. Enrico Maria Salerno e Vira Silenti regalano, ciascuno al proprio personaggio, un'inquietudine amorosa che parla all'animo dei telespettatori con immensa dolcezza. Superbo il resto del cast, che racchiude i migliori nomi della prosa di quel tempo: strepitosa Anna Maria Guarnieri, dilaniata da un tragico destino che non tarda ad arrivare; nella parte del cattivo c'è Mario Feliciani; Warner Bentivegna è lo svampito Alioscia; e nomi cari al grande pubblico come Evi Maltagliati, Ivo Garrani e Vittorio Sanipoli. Quattro intense puntate per uno dei primi teleromanzi di casa Rai, che fa rivivere sul piccolo schermo tutta la potenza della prosa dostoevskijana. Cast artistico principale: Vania: Enrico Maria Salerno Il padrone del caffè: Alfonso Casini Geremia Smith: Romolo Costa Schultz: Ezio Rossi Krigher: Carlo Pennetti Il portinaio: Corrado Sonni Il guardiano: Armando Furlai Natascia: Vira Silenti Anna Andreevna: Evi Maltagliati Ikmenev: Ivo Garrani Semion, servo: Claudio Duccini Matriona: Vittoria Di Silverio Alioscia: Warner Bentivegna Il Principe Pietro Valkovsky: Mario Feliciani L'editore: Mario Maresca Nelly: Anna Maria Guarnieri La Bubnova: Delizia Pezzinga Masloboev: Vittorio Sanipoli Alessandra Semenovna: Nietta Zocchi Marfa: Pina Cei Il Conte Nainsky: Giuseppe Mancini La Contessa Zinaida Simonova: Renata Negri Marfion Semenovic: Alberto Carloni Madame Albert: Nada Fraschi Katia: Anna Menichetti Trama: Il giovane scrittore Vania è innamorato di Natascia, la bella figlia di Ikmenev, l'uomo che lo ha cresciuto come un padre. Ma la ragazza è invaghita di Alioscia, il rampollo del principe Valkovsky, che incanta Natascia fino al punto di convincerla a scappare di casa. Il principe Valkovsky, un individuo malvagio e senza scrupoli, ostacola il rapporto mandando in rovina Ikmenev, il suo amministratore, e facendo in modo che il figlio abbandoni Natascia a vantaggio della ricca e nobile Katia. L'arrivo di Nelly, un'orfana fragile e inquieta, riporterà alla luce un lontano segreto e permetterà a Vania e Natascia di ritrovare se stessi e di dare inizio al loro amore.
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Dostoevskij amico di Putin: lo ameresti ancora?
 
03:43
Ci sono un sacco di persone che ammirano Dostoevskij. Lo considerano un grande e sublime scrittore. Però tutto questo entusiasmo per lui mi lascia un po’ perplesso. E per questo ti domando: se fosse vivo e vegeto ora, nel 2016, ne saresti così entusiasta? Io sì, ma tu probabilmente, no. Blog: https://marcofreccero.wordpress.com Twitter: https://twitter.com/certi_racconti Facebook: https://www.facebook.com/insiemenelbuio/
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La bellezza salverà il mondo?
 
03:36
Sul Web, sulle reti sociali soprattutto, si trovano spesso frasi che ottengono un enorme successo. Sono condivise, approvate, ripetute migliaia di volte. Una di queste frasi che piace a tutti, ma proprio tutti, è quella che recita: La bellezza salverà il mondo. In realtà contiene una montagna di problemi. Blog: https://marcofreccero.wordpress.com Twitter: https://twitter.com/certi_racconti Facebook: https://www.facebook.com/insiemenelbuio/
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LELLO L'IDIOTA!!!
 
01:34
Ecco a voi un vero idiota! il + scemo degli scemi... vi presento LELLO!!!!!
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"Gli animali del reclusorio" - 1/3
 
12:16
Da "Memorie di una casa morta" di F. Dostoevskij, lettura di Maddalena Balsamo
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La Legge di Lavoisier e l'Ateismo
 
12:24
La legge di Lavoisier non è in grado di legittimare l'ateismo - Rimane il mistero della composizione armonica dell'Universo e di come mai esista un Universo armonico - La struttura atomica è Armonia, non è Caos - Ci si chiede perché ci sia l'Armonia anziché il Caos - http://massoniserafino.it
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Gildo Peragallo ingegnere (1960)
 
02:25:09
Commedia in tre atti moderna e solida di grande comicità e fantasia, di Emerico Valentinetti (1886-1960), un dirigente di banca con l'hobby del teatro. Dalla penna dell'autore di " Pignasecca e Pignaverde", uno dei prediletti di Gilberto Govi, ecco il personaggio di Gildo Peragallo, per il quale le bugie (che lui definisce "invenzioni") sono il sale della vita. Gildo non sa resistere al fascino delle sue "spiritose invenzioni", e l'arrivo del fidato amico Tagliavacche gli dà modo di dare il via a un vorticoso turbine di fantasie e situazioni che coinvolge tutti quelli che gli stanno intorno. Per Gildo Peragallo "basta che una cosa sia detta un paio di volte per diventare vera" e, possibilmente, correggere ingiustizie e squilibri dell'esistenza. Un personaggio originale, forse costretto dalla vita a funambolismi di ogni genere, compresa la corte alla padrona della pensione per ottenere un trattamento privilegiato, eliminando gli altri pretendenti. E Govi ne dà un'interpretazione a tutto tondo, carica di comicità. La ripresa televisiva a cura di Vittorio Brignole avvenne il 10 luglio 1960. Personaggi e interpreti: Gildo Peragallo: Gilberto Govi; La signora Teresa: Rina Govi; Silvio Peragallo: Pino Lonardi; Comandante Tagliavacche: Luigi Dameri; La signorina Ines: Pinuccia Galimberti; Francesca: Pina Camera; La signora Climene: Anna Bolens; Olga: Jole Lorena; Il signor Trucchi: Enrico Ardizzone; Il ragioniere Conti: Rudy Roffe; Lucia: Anna Caroli; Un garzone: Andrea Municchi Trama: Gildo Peragallo, un estroso personaggio, vive in una pensione dove tutti lo credono ingegnere, è un simpaticone stravagante che si diverte a riempire la propria vita di frottole ed imbrogli fino a mettersi nei guai. Per Gildo, inventare non significa solo costruire scarpe calde per l'inverno e fresche per l'estate, o nuovissime macchine per scrivere, autentiche anticipatrici dei computer, o una macchinetta per sterminare le zanzare, ma racconta di una moglie morta annegata, si finge padre di una giovane ereditiera orfana incontrata in pensione, racconta di un fratello sudamericano, della "fidanzata" Climene, del piccolo Paolino e così via.... Per Gildo inventare significa anche diventare zio del proprio figlio, vedovo della propria moglie felicemente vivente. Gildo incontra nella pensione l'assennato Comandante Tagliavacche che si trova suo malgrado a dover assecondare le stralunate bugie dell'amico, abbozza con la proprietaria della pensione un romantico flirt, fa credere ad Ines, ingenua ereditiera, di essere suo padre fino a che nella pensione giunge il figlio Silvio che, innamoratosi, corrisposto, di Ines, renderà la trama ancora più complicata. In un divertente turbinio si susseguono intrighi ed equivoci fatti vivere dai personaggi tutti ben caratterizzati fino alla conclusione della vicenda.
Views: 21644 spadarsoft L'Antico
I fratelli Karamazov (1969) 2x7
 
54:00
Trama: II puntata Dmitrij si apposta nei pressi della casa del padre Fedor, sospettando che la sua amante, Grusenka, debba recarsi da lui. Il giovane sa che il padre è invaghito della donna. Durante il suo appostamento Dmitrij ha modo di parlare con Alioscia: gli rivela le sue preoccupazioni e gli racconta di come, quando era ufficiale, abbia tentato di sedurre Katerina Ivanovna, abusando della difficile situazione in cui era venuto a trovarsi il padre di lei e come invece, in un secondo momento, l'abbia aiutata disinteressatamente permettendole di salvare, con un forte prestito, l'onore del padre.
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Il fu Mattia Pascal .. Audio Libro Italiano Luigi Pirandello Audio Book Italian
 
08:52:26
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Libro del Mese: Il conte di Montecristo - Alexandre Dumas (padre)
 
02:48
Brevissima recensione del libro di questo mese: Il conte di Montecristo Edizione Mondadori: http://amzn.to/2ruLi7J Edizione Bur: http://amzn.to/2soREpc La mia attrezzatura: Set 36 pezzi proxxon industrial: http://amzn.to/2nCDP6J Video presentazione: https://www.youtube.com/watch?v=8A-U2qvi6cM&list=PLeqscCO5Nfs3YPF8iS7jXq6DkKnTd6kb0 Trapano Fresatore Proxxon FBS 240/E: http://amzn.to/2q9tdee Video presentazione: https://youtu.be/ibT3Zo5a3Ko Martello Stanley Fatmax: http://amzn.to/2onVwoC Segaccio Stanley Fatmax: http://amzn.to/2nEGxpT Accessori: Il mio orologio in legno: http://amzn.to/2pVTRXL My camera: http://amzn.to/2pczrMu Microfono USB: http://amzn.to/2r7PyMg Il canale aderisce al programma di affiliazione amazon, se dovete acquistare uno dei prodotti sopraindicati, fatelo pure dal link, a voi non costa di più ma sostenete il canale. Tutti i video qui presentati vanno visti come intrattenimento. Usate con attenzione gli attrezzi, soprattutto quelli pericolosi.
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I Karamazov Testamento del monaco Zosima /Dostoevskij
 
02:12
Capolavoro di Dostoevskij. Il monaco Zosima è il simbolo della pietà ortodossa russa non contaminata dalla razionalità occidentale, della cosiddetta "ragione euclidea", onnisciente, onnipervasiva che vuole persino essere a capo dei segreti di Dio. La sensibilità del pensiero religioso di Dostoevskij è in sintonia con tanti punti rilevanti del pensiero francescano.
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La figlia del capitano (1965) 1x6
 
59:07
Versione Rai del celebre romanzo omonimo (1836) di Alexander Puskin (un grande scrittore russo morto giovane e romanticamente in un duello), andata in onda sul Secondo Canale dal 19 maggio al 23 giugno 1965, un'altra perla che per fortuna è stata salvata con la pubblicazione in DVD. La trama è ispirata ad avvenimenti reali relativi alla rivolta del 1773 di cosacchi, contadini e degli affamati delle steppe contro la zarina Caterina II, guidati dal cosacco Pugacev (nato nel 1742 e morto nel 1775). Protagonista strepitoso è Amedeo Nazzari, che riprende il personaggio del cosacco Pugacev già interpretato nella versione cinematografica firmata da Alessandro Blasetti e datata 1947. Il suo finale in gabbia è un autentico cult degli sceneggiati tv. Cast ricco di sorprese, col delegato alla produzione delle sei puntate, che era allora l'ignoto funzionario RAI Andrea Camilleri, mentre le musiche sono firmate da Piero Piccioni. Umberto Orsini, prenotato nei grandi romanzi della Santa Madre Russia, ha una finezza particolare nel rendere i batticuori pubblici e privati del giovin che deve scegliere tra l'amore della bella e il dovere del soldato. Il suo nemico è un bravo Aldo Giuffrè e ci sono Andrea Checchi, Vittorio Sanipoli, Orazio Orlando (un feroce, sottile inquisitore), mentre tra le comparse i nomi di Vittorio Mezzogiorno e Tino Schirinzi. Poi due signore del teatro. Una è Lilla Brignone che è la badessa del luogo militar-familiare e naturalmente recita con lo stile misurato e l'intensità ben nota; l'altra, l'allora giovane ma già lanciata Lucilla Morlacchi. Gli esterni sono in compromesso con lo stile dei tempi, anche se alcune location sono meravigliose, come il raffinatissimo Palazzo azzurro di Caterina nei pressi di Pietroburgo nella scena finale con la zarina Evi Maltagliati, che accondiscendente, dà infine la grazia. Cast artistico principale: Amedeo Nazzari: Pugacév; Umberto Orsini: Piotr Andréevic Grinév; Lilla Brignone: Vassilissa Egòrovna; Lucilla Morlacchi: Marja Ivanova Mascia; Vittorio Sanipoli: Il Maggiore Zurin; Andrea Checchi: Il Capitano Ivan Mironov; Michele Malaspina: Il Generale Grinév; Aldo Giuffrè: Tenente Svabrin; Elvira Cortese: Anna Vlàssevna; Franco Angrisano: Cameriere Ivàn; Aldo Rendine: Savelic; Elena da Venezia: Avdotja; Mara Berni: Palaska; Loris Gizzi: Il mastro di posta; Mario Maranzana: Ivan Ignatic; Manlio Busoni: Il Pope Gerasim; Renato Chiantoni: Julai; Vittoria Di Silverio: Adulina; Franco Scandurra: Karlovic; Enrico Lazzareschi: Ivan il cocchiere; Gianni Marzocchi: Cumakov; Ennio Balbo: Naumjc; Germano Longo: Beloborodov; Aldo Barberito: Paramonov; Orazio Orlando: L'accusatore; Corrado Annicelli: Il Principe Golicyn; Evi Maltagliati: la zarina Caterina II di Russia Trama: Durante il regno di Caterina II, la Russia è sconvolta dalla ribellione del cosacco Pugacev. Per evitare che il suo giovane rampollo Piotr Andréevic Grinév (Umberto Orsini) già a rischio per la propria "insana" passione per la poesia, possa corrompersi del tutto prestando servizio nella Guardia Nazionale della zarina Caterina di Russia (Evi Maltagliati) nella mondana Pietroburgo, il generale Andréj Grinév (Michele Malaspina) lo manda a Orenburg, nella sperduta fortezza comandata dal Capitano Mironov (Andrea Checchi), un reparto di frontiera in una guarnigione nel cuore della Siberia. Qui si trovano anche la moglie del capitano, Vassilissa Egòrovna (Lilla Brignone) e la bella figlia Mascia (Lucilla Morlacchi) di cui Piotr si innamora, suscitando la gelosia del tenente Svabrin (Aldo Giuffrè), che da tempo aspirava alla mano della ragazza. Mascia, che è amata senza riamare Svabrin, soccorre e cura Grinev quando egli è ferito in duello dal pretendente, e ben presto i due si innamorano. A ostacolare l'amore tra Mascia e Grinev, dopo Svabrin ed il padre di Piotr, ci si mettono anche le truppe ribelli comandate dal cosacco Pugacev (Amedeo Nazzari), lo stesso uomo che tempo prima, durante una bufera, Piotr Andreevic aveva soccorso salvandolo da sicura morte per assideramento, e che si è autoproclamato Zar di Russia con il nome di Pietro III. Le fortezze vicine sono tutte cadute sotto gli assalti del suo gruppo di ribelli decisi a portare avanti il suo rivoltoso piano. Anche la fortezza di Orenburg subisce la stessa sorte ed i ribelli uccidono il Capitano con la moglie...
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Pensieri di scienziati, teologi, scrittori e artisti contro l'ateismo insensato.mp4
 
17:36
Una carrellata di pensieri e considerazioni di grandi persone nel campo dello scibile a favore dell'esistenza di Dio e soprattutto del cristianesimo. Il video è proposto come una meditazioni di tali pensieri.
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La famiglia dell'antiquario - Carlo Goldoni
 
01:23:51
La famiglia dell'antiquario(1749) Carlo Goldoni http://it.wikipedia.org/wiki/La_famiglia_dell'antiquario (Venezia, 25 febbraio 1707 -- Parigi, 6 febbraio 1793) http://www.sipario.it/recensioniprosaf/1735-famiglia-dell-antiquario-la.html Il conte Anselmo Terrazzani colleziona patacche spacciategli per antichità, dilapidando il suo patrimonio; in più, Brighella e Arlecchino lo derubano della dote della nuora, Doralice. Questa è una giovane e ricca borghese, che si scontra duramente con la suocera Isabella, che giovane non è più e che si accorge della decadenza della casta nobiliare a cui appartiene con orgoglio. Alla fine il vecchio e saggio Pantalone raddrizza la situazione e salva Anselmo dalla bancarotta divenendo amministratore della casa. http://doc.studenti.it/appunti/letteratura/famiglia-antiquario.html http://www.classicitaliani.it/intro_pdf/Goldoni/intro031.pdf Regia: Carlo Lodovici Data: 29/12/1972 Canale: Programma Nazionale Personaggi e nterpreti: Pantalone: Antonio Battistella Anselmo: Gianrico Tedeschi Isabella: Lia Zoppelli Doralice: Paola Mannoni Arlecchino: Gian Campi Brighella: Mario Bardella Colombina: Donatella Ceccarello Cav. del Bosco: Gianni Musy Dottor Anselmi: Franco Scandurra Giacinto: Ezio Busso Pancrazio: Michele Malaspina
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Il mercante di Venezia  - Shakespeare
 
02:27:52
Il mercante di Venezia (1596-1597) William Shakespeare (Stratford 23 aprile 1564 -- Stratford 23 aprile 1616) http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mercante_di_Venezia http://it.wikipedia.org/wiki/William_Shakespeare Venezia, XVI secolo. Bassanio, giovane gentiluomo veneziano, vorrebbe la mano di Porzia, ricca ereditiera di Belmonte. Per corteggiarla degnamente, chiede al suo carissimo amico Antonio 3.000 ducati in prestito. Antonio, non può prestargli il denaro poiché le sue sostanze sono interamente investite nei suoi traffici marittimi, tuttavia garantirà per lui presso Shylock, ricco usuraio ebreo. Shylock è disprezzato dai cristiani e a sua volta non li sopporta, soprattutto Antonio, il mercante di Venezia, che presta denaro gratuitamente facendo abbassare il tasso d'interesse nella città e che lo umilia coi suoi insulti. Nonostante ciò, Shylock accorda il prestito a Bassanio con Antonio come garante. L'ebreo però in caso di mancato pagamento vuole una libbra della carne di Antonio. Bassanio cerca di far desistere Antonio dal fargli da garante, ma quello è sicuro di poter saldare il debito, dato che tre navi sono in viaggio per riportare a Venezia ricchezze tre volte più grandi. Il tempo concesso per il saldo del prestito è di tre mesi, mentre le navi arriveranno tra due. Bassanio si reca a Belmonte; i pretendenti di Porzia però, secondo la volontà del suo defunto padre, per ottenere la sua mano devono scegliere tra tre scrigni contrassegnati da un indovinello, quello giusto .... http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mercante_di_Venezia Regia: Gianfranco De Bosio 1979 http://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_De_Bosio Personaggi e interpreti: Bassanio: Andrea Giordana Porzia: Ilaria Occhini; Antonio: Sergio Fantoni Shylock: Gianrico Tedeschi Jessica: Lina Sastri Nerissa: Maria Teresa Martino Graziano: Massimo Dapporto Solanio: Antonio Garrani Baldassarre: Alfredo Piano Leonardo: Daniele Pagani Lancillotto: Bruno Zanin ll vecchio Gobbo: Vittorio Stagni Nerissa: Maria Teresa Martino Lorenzo: Emilio Bonucci Principe del Marocco: Massimo Foschi Il Principe d'Aragona: Pino Ferrara Salerio: P. Luigi Giorgio Tubai: Giuseppe Pertile Stefano: Loris Loddi Musiche: Giancarlo Chiaramello http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Chiaramello
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Vladimir Solo'ëv/ Omaggio a Dostoevskij (1)
 
03:22
Discorso pronunciato dal filosofo e mistico Soloiev sulla tomba di Dostoevskij. 1 febbraio 1881
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Mastro Don Gesualdo (1964) 1x6
 
01:23:13
Mastro Don Gesualdo è uno sceneggiato televisivo in sei puntate, tratto con molta fedeltà dal romanzo omonimo di Giovanni Verga, trasmesso nel 1964 (dal 2 gennaio al 6 febbraio) dalla RAI sull'allora Programma Nazionale (ora Rai Uno). Si tratta della prima opera di fiction televisiva impressa su pellicola cinematografica e non su nastro magnetico come fino ad allora in uso. L'adattamento televisivo e la sceneggiatura erano dovuti ad Ernesto Guida e a Giacomo Vaccari, responsabile anche della regia televisiva. Lo stesso Vaccari fece appena in tempo a completare il montaggio della miniserie televisiva prima di perire tragicamente in un incidente stradale all'età di trentadue anni. Umberto Pitscheider firmò la Direzione della Fotografia. Secondo l'Enciclopedia della televisione, Mastro Don Gesualdo costituisce il capolavoro di Vaccari che, nell'occasione, scardinò "le regole linguistiche che fino ad allora avevano informato i teleromanzi, consuetudini ereditate dalla tradizione teatrale e tradotte in norme televisive tese a facilitare la sicura comprensione da parte del pubblico della vicenda raccontata". Il cast del teleromanzo era composto da decine di attori, impegnati in ruoli primari e ruoli secondari, oltre che da numerosissime comparse. In ruoli minori (nella fattispecie quelli di due camerieri) figuravano anche un poco più che adolescente Leo Gullotta e Tuccio Musumeci. Ma sono le interpretazioni di primo piano a rendere questo sceneggiato uno dei migliori capolavori messi in onda negli anni sessanta. Immensa l'interpretazione di Enrico Maria Salerno, magistrale quella di Turi Ferro e stratosferica quella di Lydia Alfonsi nei panni di Bianca malata gravemente; da menzione onorevole quelle di Sergio Tofano e Valeria Ciangottini. Le nuove generazioni di attori farebbero bene a studiare questo sceneggiato per apprendere come si recita. Cast artistico principale: Enrico Maria Salerno: mastro don Gesualdo Motta; Lydia Alfonsi: donna Bianca Trao; Turi Ferro; canonico Lupi; Franca Parisi: Diodata; Sergio Tofano: don Diego Trao; Romolo Costa: don Ferdinando Trao; Valeria Ciangottini: Isabella; Giuseppe Lo Presti: don Ninì Rubiera; Marcella Valeri: baronessa Rubiera; Antonio Samonà: duca di Leyra; Riccardo Mangano: barone Mèndola; Antonino Portale: dottor Tavuso; Franco Sineri: Burgio; Grazia Di Marzà: Speranza; Maria Tolu: donna Sarina Cirmena; Franca Manetti: donna Chiara Macrì; Alfredo Mazzone: notaio Neri; Eugenio Colombo: marchese Limòli; Gaetano Tomaselli: Santo Motta; Guido Leontini: Giacalone; Mario Di Martino: mastro Nunzio; Luigi Casellato: Nanni l'Orbo; Giovanni Cirino: don Luca; Ignazio Pappalardo: Ciolla; Mimmo Grasso: Giuseppe Barabba; G. Davide Ancona: Canali; Turi Scalia: Liccio Papa; Alfredo Danese: il Capitano; Angelo Puglisi Grasso: Pirtuso; Giovanna Di Vita: Rosaria; Carmelo Marzà: Alessio; Antonino Vaccaro: zio Carmine; Giovanni Scalia: don Filippo Margarone; Rosaria Inserra: Agrippina Macrì; Giuseppe Durante: mastro Titta; Giuseppina Rapicavoli: la Capitana; Mariano Piazza: Padre Angelino; Maria Di Benedetto: baronessa Zacco; Antonina Micalizzi: donna Lavinia Zacco; Igea Calì: seconda figlia Zacco; Anna Maria Burgio: terza figlia Zacco; Tina Bertuna: quarta figlia Zacco; Ignazio Daidone: barone Zacco; Alba Maria Setaccioli: donna Marianna Sganci; Gianna Tria De Luca: donna Bellonia Margarone; Valeria Sabel: donna Fifì Margarone; Maria Bertuna: donna Giovanna Margarone; Andreina De Carli: donna Giuseppina Alòsi; Vittoria Campagna: baronessa Mèndola; Jole Campagna Marcellini: baronessa Mèndola; Piero De Santis: cavalier Peperito; Rosario Arcidiacono: Bomma; Renato Musumeci: Corrado La Gurna; Riccardo Laplaya: Nardo; Ettore Forni: l'amministratore; Concetta Bramante: Concetta; Gaetano Fernandez: don Bastiano Stangafame; Viola Zappi: Aglae; Marcella Aulicino: gnà Grazia Nota: per ragioni di spazio la trama è inserita nella seconda puntata.
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Oblomov (1966) 1x4
 
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Oblomov è il titolo di uno sceneggiato in quattro puntate andato in onda sul Secondo Canale RAI dal 18 maggio all'8 giugno 1966. Tratto da un romanzo dello scrittore russo Ivan Aleksandrovic Goncarov, pubblicato nel 1859, l'adattamento televisivo fu curato da Annamaria Famà con la sceneggiatura di Chiara Serino e la regia di Claudio Fino. Specchio di un fatalismo storico, Oblomov è stato considerato dalla critica l'eroe immortale della pigrizia, prodotto di una generazione viziata e apatica, inerte e priva di volontà, che non ha saputo dedicarsi a quelle riforme di cui necessitava la società russa. Con ironia pungente e forza narrativa, Goncarov crea intorno al protagonista un'atmosfera ossessiva e a tratti morbosa che denuncia non solo l'arretratezza civile di una nazione ma soprattutto i conflitti interiori di ogni coscienza umana. La pigrizia di Oblomov è una malattia indolore e mortale e l'antieroe di Goncarov è un testimonial del no alla vita: provinciale idealista vive a Pietroburgo della rendita di una tenuta dimenticata, nella piú assoluta inerzia fisica e psichica. In una camera coperta di ragnatele e di libri ingialliti giace nella sua «normale posizione» su un emblematico divano, dormendo e sognando, stanco e insensibile ai rumori della vita. Eccellente il cast con un Alberto Lionello pienamente a suo agio nella parte del protagonista, affiancato da Nando Gazzolo, Giuliana Lojodice, Bianca Toccafondi e Pina Cei. Cast artistico principale: Ilja Iljic Oblomov: Alberto Lionello; Zachar: Checco Rissone; Volkov: Gabriele Polverosi; Sudbinskij: Gianni Cajafa; Pjenkin: Pietro Privitera; Tarantjev: Lino Troisi; Aleksjeev: Vincenzo De Toma; Il Dottore: Guido Verdiani; Anisja: Pina Cei; La madre di Ilja Oblomov: Nais Lago; Il padre di Ilja Oblomov: Loris Gafforio; Andrej Stolz: Nando Gazzolo; Marja Michajlovna: Germana Paolieri; Il Barone: Mauro Barbagli; Olga Serghjeevna: Giuliana Lojodice; Agafja Matvjeevna: Bianca Toccafondi; Ivan: Enrico Ostermann; Il Generale: Carlo Ninchi; Sonicka: Maria Pia Nardon; Serghjej: Mario Giorgetti; La Governante: Isabella Riva; Katia: Liana Casartelli Trama: Oblomov è un giovane proprietario di campagna venuto a Pietroburgo per studiare. La sua fanciullezza è passata tutta nel suo possedimento, "Oblomovka", dove la vita patriarcale era ancora in pieno fiore, e dove egli è stato educato in modo da non conoscere che cosa sia lo spirito d'iniziativa e l'attività personale. A Pietroburgo come studente egli sembra per un pò lasciarsi trascinare dalla vita dei compagni idealisti e insieme uomini d'azione, ma ben presto, non avendo nessuna necessità di lavorare per crearsi l'indipendenza, per conquistare la libertà, si abitua all'idea che gli altri lavorino per lui e si lascia vincere dall'indolenza che gli hanno inoculato nel sangue gli anni pacifici della fanciullezza trascorsa in "Oblomovka". A 33 anni Oblomov giace nell'inerzia più totale, trascorrendo il giorno a letto immerso in sterili ruminazioni. Dall'inerzia lo scuote un amico di antica data, Stolz, che lo stima profondamente, ne apprezza le qualità morali intellettuali e ricorda i comuni progetti giovanili idealistici. Per effetto della sollecitazione di Stolz, Oblomov torna a frequentare il mondo. Non è entusiasta di questa nuova vita, che gli sembra vacua e tediosa più della solitudine in cui era immerso, finchè non incontra una giovane donna, Olga, di cui si innamora. L'amore che Olga riesce a suscitare in lui sembra per un momento essere lo strumento di quest'opera di liberazione e di rigenerazione. Oblomov e Olga stanno per sposarsi, ma questo passo decisivo, che richiede da Oblomov esplicazione di attività pratica, movimento, interesse immediato, vivace, è quel che spaventa Oblomov, che ricade nella sua apatia, nella sua monotona indolenza. Affida la cura della sua proprietà che rende sempre meno, a due furfanti che, profittando della sua ingenuità, lo portano quasi sul lastrico. Neppure l'amore è riuscito a rendere attuale quel futuro Oblomov sognato dala fanciulla, che nella realizzazione di questo sogno vedeva lo scopo della propria vita. Oblomov infatti, si affida totalmente ai suoi servi (Zachar e la moglie), e alla padrona di casa dell'appartamento che occupa, Agafja Matvjeevna, una donna semplice che si innamora segretamente di lui. Essa lo cura, lo protegge, lo venera, senza chiedergli nulla in cambio. Lentamente Oblomov giunge a ricambiarla, la sposa, ha un figlio. Circondato dall'affetto di persone semplici, egli sembra trovare pace, passando le giornate in veste da camera sdraiato su di un divano. Olga sposerà l'amico di Oblomov, Stolz; i due giovani realizzano tra loro un'unione perfetta, e fanno un ultimo tentativo di sottrarre l'amico ad una vita che essi giudicano indegna delle sue qualità, proponendogli di andare a vivere accanto a loro. Oblomov rifiuta. Alla sua morte il figlio va a vivere con Stolz e Olga.
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Quinta colonna (1966) 1x4
 
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Quinta colonna è il titolo di uno sceneggiato televisivo in quattro puntate andato in onda sul Programma Nazionale della RAI dal 25 settembre al 16 ottobre 1966. Il soggetto, tradotto e adattato da Pietro Leoni con la sceneggiatura di Sandro Bolchi e Aldo Nicolaj e la regia di Vittorio Cottafavi, venne tratto dal celebre romanzo "The Ministry of Fear" (il libro è stato pubblicato in Italia da Mondadori con il titolo Quinta colonna) di Graham Greene (Berkhampsted, 2 ottobre 1904 -- Corsier-sur-Vevey, 3 aprile 1991) che è stato uno scrittore, drammaturgo, sceneggiatore, autore di libri di viaggi, agente segreto e critico letterario inglese), vicenda che nel 1944 già aveva ispirato il film diretto da Fritz Lang e interpretato da Ray Milland, uscito in Italia col titolo "Il prigioniero del terrore". Storia di spionaggio affascinante, con una riuscita atmosfera di complotto, mistero, insicurezza (dove niente è quel che sembra), e minaccia continua, che rende benissimo il clima di quegli anni e la malvagità delle spie naziste. Le piste si aggrovigliano, i sospetti diventano insinuanti, si incuneano implacabili senza risparmiare nessuno, nemmeno l'amore e il percorso si fa labirintico, una corsa a ostacoli e contro il tempo senza un attimo di tregua in una realtà cangiante e sfuggente che non consente di far assumere dimensioni definite, rassicuranti e chiare. Ottimo il cast costituito da un gruppo affermato di attori teatrali, quali Raoul Grassilli, Giulia Lazzarini, Tino Schirinzi, Tino Carraro, Milena Vukotic, Renato De Carmine, Fosco Giachetti, Antonio Battistella, Mara Berni, Fanny Marchiò, Edoardo Toniolo, Linda Sini, Franco Parenti, Oreste lionello, Evelina Gori e Flora Lillo. Cast artistico: Arthur Rowe: Raoul Grassili; Poole: Franco Parenti; La signora Dermody: Edda Soligo; Anna Hilfe: Giulia Lazzarini; Willy Hilfe: Renato De Carmine; Dr. Forester: Tino Carraro; Ispettore Prentice: Andrea Checchi; Maggiore Stone: Fosco Giachetti; Signora Rowe: Mara Berni; Miss Pantil: Siria Betti; Pidgeon: Renzo Bianconi; Fulloue: Riccardo Cucciolla; Graves: Oreste Lionello; Arthur Rowe bambino: Loris Loddi; Dr.Johns: Tino Schirinzi; Frederick Newey: Edoardo Toniolo; Jean: Flavia Milante; Prima Signora: Elena De Merik; Padre Sinclair: Bruno Smith; La venditrice: Marisa Quattrini; Seconda Signora: Donatella Gemmò; Terza Signora: Evelina Gori; La mamma di Gladys: Bianca Manenti; Gladys: Giuliana Vannucchi; La vecchietta: Sara Simoni; Quarta Signora: Anty Ramazzini; La signora Bellairs: Gina Sammarco; La signora Purvis: Gianna Piaz; Una guardia: Claudio Guarino; Rennit: Antonio Battistella; Thompson: Tullio Valli; Infermiera: Flora Lillo; Cameriera: Fanny Marchiò; Signora: Linda Sini; Davis: Stefano Varriale; Cameriera Bar: Eliana D'Alessio; Signora: Rita Di Lernia; Collier: Mino Doro; Una bambina: Cinzia Bruno; Lift: Salvatore Lago; Poliziotto: Evar Maran; Signora: Raffaella Minghetti; Un bambino: Renzo Orlando; Mand: Gianni Partanna; Browning: Enrico Ribulzi; Agente: Giacomo Ricci; Beavis: Mario Righetti; Bambinaia: Milena Vukotic; Signora: Carla Agostini Trama: La vicenda inizia a Londra nel 1940. Arthur Rowe, da poco uscito dal carcere per l'accusa di aver avvelenato la propria moglie affetta da un male incurabile ed ancora scosso dall'esperienza, si ferma ad una fiera di beneficenza organizzata dall'Associazione Madri Nazionali Libere dove per una serie di coincidenze vince una torta. Ma il dolce non è un premio qualsiasi: contiene infatti qualcosa di molto ambito e pericoloso. Viene braccato dalle spie naziste che vogliono un microfilm nascosto nella torta e Arthur è inconsciamente coinvolto suo malgrado in un complicato affare di spionaggio. Sotto la continua minaccia dei bombardieri tedeschi su Londra, inseguimenti ed omicidi, alle prese con un nemico che si nasconde e si trasforma da un'ora all'altra, l'onestà e l'ostinazione di Rowe vengono messi a durissima prova e perfino sull'amore appena sbocciato si allunga l'ombra del dubbio. Al centro di una trama intricata e sinistra, dalla quale non è facile sbrogliarsi, le sue azioni saranno una rincorsa per la vita contro la minaccia di chi vuole riprendere con se il microfilm, e tra continui colpi di scena e normali apparenze si arriverà alla fine in maniera più che soddisfacente.
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"Einstein, lo scienziato che diceva «Fanatici» gli Atei"
 
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"Einstein, lo scienziato che diceva «Fanatici» gli Atei" Interviene Francesco Agnoli, Insegnante e scrittore
Il giocatore (1965) 1x2
 
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Il giocatore è il titolo di uno sceneggiato RAI in due puntate trasmesso sul Programma Nazionale dal 21 al 28 febbraio del 1965 con la regia di Edmo Fenoglio, tratto dall'omonimo romanzo di Fëdor Dostoevskij, dettato in un mese ad Anna Grigorievna Snitkina (che diventerà in seguito sua moglie) e pubblicato nel 1866. Manca solo il palcoscenico, per il resto è come se fossimo a teatro. Il giocatore di Dostoevskij rivisitato da Fenoglio si traduce in un'opera dove gli attori (ottimo cast comprendente Warner Bentivegna, Carla Gravina, Tino Carraro, Mario Pisu, ma su tutti spicca l'impagabile Lina Volonghi) sono la storia stessa. La messa in scena è curata nei minimi dettagli, così come i costumi, anche se l'assenza di esterni (i pochi sono in studio) e di pause priva l'opera di respiro. Una stravagante famiglia sull'orlo del baratro e un testamento cui tutti anelano. Personaggi e interpreti: Aleksej Ivanovic: Warner Bentivegna Il Generale: Mario Pisu Marja Filippovna: Angela Lavagna Blanche: Giuliana Calandra Des Grieux: Gianfranco Ombuen La madre di Blanche: Karola Zopegni Polina Aleksandrovna: Carla Gravina Mezencov: Gilberto Mazzi Astley: Tino Carraro La Nonna: Lina Volonghi Potapyc: Fausto Guerzoni Marfa: Rina Franchetti Trama: La vicenda si svolge in Germania, in una fittizia città termale di nome Roulettenburg (probabilmente ispirata alla celebre cittadina renana Baden Baden), nella quale il casinò attira molti turisti. Aleksej Ivànovic è il precettore in una famiglia stravagante, composta da un vecchio generale innamorato pazzo di una giovane francese dal passato turbolento, mademoiselle Blanche, di due bambini dei quali è il maestro, dalla figliastra del generale, Polina Aleksàndrovna, della quale lui è innamorato senza essere ricambiato. Attorno a questo nucleo girano Mr.Astley, un ricco inglese, onesto e timido, anch'egli innamorato di Polina e il marchese francese des Grieux amato da Polina. Aleksej si trova spesso a giocare e vincere soldi per Polina, che necessita di grosse somme di denaro, poiché la famiglia è al limite della rovina. L'unica via di salvezza consiste nella morte della ricca 'baboulinka' (in russo "nonnina"), Antonida Vasil'evna. Tutti attendono con ansia l'arrivo, dalla Russia, della notizia del decesso della nonna, ma questa piomba improvvisamente in Germania, lasciando tutti di stucco, e si dedica con fervore al gioco della roulette insieme ad Aleksej. All'inizio tutto procede per il meglio ma poi la fortuna gira e la nonna perde la maggior parte dei suoi averi, con grande disperazione dei suoi familiari. A questo punto la catastrofe si abbatte sulla famiglia: sparita la prospettiva di una grossa eredità, la promessa sposa francese del generale perde interesse a lui e il marchese des Grieux fugge in Francia, lasciando sola e senza soldi la sfortunata Polina. Aleksej decide di giocare per aiutare economicamente Polina, e una sera in particolare vince una grossa somma; preso dalla follia pensa di scommettere tutti i soldi accumulati, ma all'ultimo secondo fugge via dal casinò e torna dall'amata. Polina quando scopre che ha giocato lo crede vizioso e si allontana da lui. Aleksej a questo punto viene convinto ad andare a Parigi da M.lle Blanche che, circuendolo con la sua bellezza, comincia a sperperargli tutti i soldi. A Parigi vengono raggiunti dal generale che finalmente riesce a sposare M.lle Blanche. Aleksej riprende il suo viaggio attraverso i casinò, costretto addirittura a fare il domestico. Un giorno incontra Mr.Astley che cerca in qualche modo di farlo rinsavire; ciononostante egli prosegue per la sua strada rimandando a..."domani" la sua definitiva redenzione dal vizio del gioco.
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Tenente Sheridan - Buio Alle Otto
 
47:28
http://it.wikipedia.org/wiki/Tenente_Sheridan
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